Comunicato stampa sul Consiglio Comunale del 3/12/2014 sulle controdeduzioni tecniche alle osservazioni al PRG.

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 Come MoVimento 5 Stelle Ascoli Piceno – a seguito delle false notizie apparse su alcuni giornali, tv e in rete, e a seguito delle dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno travisato e strumentalizzato il nostro voto favorevole alle controdeduzioni, per mettersi in mostra come paladini della difesa della Città, a parole, offendendo chi a testa bassa lavora concretamente ogni giorno per provare a migliorare qualcosa nel nostro territorio, utilizzando oltre allo studio anche il dialogo, l’apertura mentale e le proposte – precisiamo che:

 – il PRG è stato già adottato il 2 aprile, quando il M5S non sedeva in Consiglio Comunale, e quando effettivamente si potevano fare azioni politiche per modificarne gli indirizzi strategici, che costituiscono il principale campo d’azione della politica nel lungo e complicato processo burocratico che porta all’approvazione di un piano regolatore;

 – da quando siamo stati eletti – dopo l’adozione e quindi con il PRG ormai incardinato tra normative, linee di indirizzo, VAS, pareri di enti competenti come il Genio Civile, e perciò impossibile da modificare negli indirizzi fondamentali (per es. il volume di cubatura edificabile era stata già fissato in concerto con la Provincia) – abbiamo lavorato nelle commissioni competenti, cercando di e riuscendo a ridurre almeno un po’ il volume fissato e far accogliere alcune osservazioni di Associazioni e Cittadini riguardanti la salvaguardia dell’ambiente (e va detto che l’amministrazione avrebbe potuto tranquillamente fare di testa sua);

 – nell’ultimo Consiglio Comunale sono state votate le controdeduzioni degli uffici tecnici alle osservazioni presentate da Cittadini e Associazioni. Attenzione! Si trattava di votare i pareri dati da tecnici che hanno applicato le normative sovraordinate: Provincia, Regione, Stato… Per giunta la quasi totalità delle osservazioni pervenute non è stata accolta in quanto non rispettava le norme di legge;

 – è assurdo dire perciò dire che noi abbiamo “approvato” il PRG, quando il piano regolatore, già adottato, e non ancora approvato, riceverà l’approvazione solo dopo un passaggio in Provincia (amministrata dal centro-sinistra), che avrà 6 mesi di tempo per esprimere quanto di sua competenza. A quel punto il PRG tornerà in Consiglio Comunale per la sua approvazione, come la legge impone.

 È nostra abitudine non cadere in polemiche sterili, non screditare gli avversari politici usando la disinformazione, al tempo stesso ci tocca constatare che anche qualche politico eletto, invece di provare a raccontare e a spiegare ai Cittadini cosa succede nell’amministrazione della Città, compito in effetti molto faticoso, preferisce l’attacco facile e approssimativo, che genera solo confusione, senza alcuna utilità se non la propria immagine.

prg-infografica

 MoVimento 5 Stelle Ascoli Piceno Giacomo Manni  Massimo Tamburri

Osservazioni al PRG

OSSERVAZIONE N° 1 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

  • Il nuovo P.R.G. adottato propone un aumento di popolazione di circa 7.234 nuovi abitanti; tale valutazione da una prima analisi risulta non tenere conto del fatto che in una città in crisi economica e demografica come Ascoli Piceno ci sono vaste sacche di sottoutilizzi o non utilizzo del patrimonio edilizio esistente (abitazioni, vecchie fabbriche dismesse, ecc.). Nella relazione generale del Piano viene indicato che nel 1951 le abitazioni occupate erano circa 8.877, le non occupate 385. Nel 2001 le occupate erano 18.876 e 945 le non occupate. Da un ulteriore approfondimento, condotto a livello conoscitivo sulla base di dati estrapolati da documentazione di natura pubblica, nonché da studi promossi da soggetti privati (vedasi allegato A), si dimostra che, a seguito dell’attuazione del Piano Benevolo, si ha oggi un indice di non utilizzazione degli immobili di civile abitazione (senza considerare gli opifici industriali dismessi) pari al 7,2% (nelle Marche la media è al 4,7% e in Italia al 5,7%). Vedendo i livelli di popolazione mediamente corrispondenti si ricava che nei 1.441 immobili residenziali non occupati potrebbero trovare sistemazione all’incirca 3.800 abitanti portando la nuova popolazione complessivamente insediabile oggi nell’intero Comune a qualcosa come 11.000 nuovi residenti, il 22% in più della popolazione attuale (stimata nell’ordine di 49.000 individui); valore che riassume bene il disagio che questo P.R.G. induce nell’osservatore e nel Cittadino, tanto più in assenza di realistiche, motivate e quantitative ipotesi di sviluppo in grado di giustificare una tale sensibile crescita demografica;
  • nello studio del nuovo P.R.G. adottato si sarebbe anche dovuto procedere ai sensi della L.R. 34/1992, art. 18, allo studio della capacità insediativa teorica  corrispondente al costruito in base ai vani abitabili, il che non risulta espressamente da alcun elaborato di Piano;
  • per quanto concerne l’intervento sull’area ex-Carbon non è più tollerabile che il diritto al lavoro venga utilizzato in maniera impropria con il solo fine di giustificare un intervento di cementificazione; è ormai assodato inoltre che queste tipologie di interventi producono occasioni di lavoro per brevissimi lassi di tempo, non creando prospettive occupazionali nel medio e lungo periodo;
  • nella redazione del nuovo piano regolatore è pressoché assente uno serio studio su un piano turistico-culturale finalizzato a un rilancio economicooccupazionale sostenibile per il territorio; inoltre non è accettabile che nella riqualificazione dell’area ex-SGL Carbon non via sia alcun riferimento progettuale in merito.

SI CHIEDE

  • di ridurre sensibilmente gli interventi di nuova edificazione riportati nel Piano (interventi contraddistinti alle sigle AP, AP-TR, PR, ASA, APRS di cui, tra l’altro, alla relazione di Progetto, PR REL 02), in considerazione delle valutazioni e degli studi sopra esposti;
  • di istituire un tavolo di concertazione, relativo alla riqualificazione dell’area ex SGL-Carbon, con tutte le associazioni e i cittadini (principali vittime in termini di salute umana di decenni d’inquinamento prodotto dallo stabilimento) e che siano loro stessi a decidere sul progetto di riqualificazione urbanistica di quest’area.

OSSERVAZIONE N° 2 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

  • la legge n° 100 del 12 luglio 2012 (recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile) sanciva l’obbligo, da parte di tutti i Comuni italiani, a elaborare e adottare entro novanta giorni dalla sua entrata in vigore, il Piano di Protezione Civile;
  • l’art. 42 delle N.T.A. del nuovo P.R.G. (AREE DI EMERGENZA) per le indicazioni e prescrizioni di dettaglio demanda al Piano di Protezione Civile Comunale;

SI CHIEDE

  • se il Comune di Ascoli Piceno ad oggi abbia redatto tale pianificazione obbligatoria per legge;
  • se tale piano recepisca tutte le linee guida, gli indirizzi, i piani e i programmi di livello nazionale, regionale e provinciale, disponibili per la zona nella quale insiste il Comune;
  • se sia condiviso dagli enti chiamati a intervenire durante le emergenze, e conosciuto da tutti gli operatori che saranno coinvolti durante una emergenza;
  • se la stessa sia stata presa in considerazione come elemento vincolante nella redazione del nuovo P.R.G., soprattutto nella parte riguardante le infrastrutture utilizzabili in caso di eventi calamitosi.

OSSERVAZIONE N° 3 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

  • in ordine al VAS, il P.R.G. che viene proposto si presenta carente per la valutazione dei servizi e infrastrutture di rete;
  • la relazione di progetto, PR_REL_02, evidenzia (da pag. 34, “Infrastrutture, reti ed Urbanizzazioni”) che le analisi sono rinviate a non meglio precisate fasi successive. Dovrebbe essere invece chiaro che la disponibilità di capacità residue costituisce una delle condizioni di fattibilità di un determinato intervento urbanistico. Qualora tale capacità non sussistesse, sarebbe indispensabile sopperirvi “a monte”, il che potrebbe rendere non realizzabile l’intervento urbanistico in questione. Ciò è particolarmente evidente per le infrastrutture stradali che tra l’altro non sono nemmeno presenti tra le reti elencate: ad esempio l’intervento sull’area ex SGL Carbon non prende in considerazione che la viabilità esistente è caratterizzata da strozzature evidenti (via Piemonte non ha certamente una capacità complessiva superiore a 700-800 auto/ora, considerati semplicemente i vincoli planimetrici);
  • dalle informazioni in nostro possesso non è chiaro se il Comune di Ascoli Piceno sia dotato o meno di un Piano Generale del traffico; tale difficoltà la si riscontra anche nella lettura del nuovo P.R.G. che sembra completamente privo di uno studio relativo ai flussi di traffico (presenti e futuri) fondamentale per la redazione della zonizzazione urbanistica.

SI CHIEDE

che venga effettuato uno studio approfondito, partendo dal piano del traffico aggiornato (se esistente), sulle infrastrutture viarie necessarie, con le relative valutazioni e proiezioni nel medio-lungo periodo.

OSSERVAZIONE N° 4 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

  • il nuovo P.R.G. prospetta un recupero del ruolo della città nel territorio ed una crescita demografica che, allo stato dell’arte, non appaiono realisticamente giustificati da alcunché;
  • nella nuova strumentazione urbanistica non si prevede alcun nuovo modello produttivo che possa sostituire il vecchio, legato all’industrialismo dopato dalla Cassa del Mezzogiorno; non c’è un’analisi del settore industriale e dei servizi ad esso connessi, onde controllare se le delocalizzazioni e le chiusure di tante attività del secondario possano essere frenate o diversamente indirizzate a contenere la perdita di posti di lavoro o magari ad invertirne l’andamento;
  • da un’analisi critica sembra non esserci alcun confronto con gli strumenti urbanistici che operano nell’area della Piceno Consind. Tale confronto, non certo volto alla modifica di strumenti formalmente di spettanza del Consorzio stesso, potrebbe aiutare a comprendere se, come e dove sia possibile alla città modificare qualcosa nella variabile territoriale “lavoro”; Non è questo, almeno in parte, lo spazio in cui la città può riacquistare il suo ruolo di capoluogo, capace di aprire un nuovo confronto con i livelli programmatori superiori (Regione, Stato, Unione Europea).

SI CHIEDE

un’approfondita analisi della deindustrializzazione in corso, dei modelli per contrastarla (qualora ve ne fossero) o dei modelli ad essa alternativi. 

In mancanza di tale analisi ogni ipotesi di evoluzione della città e del suo peso demografico appare del tutto campata per aria.

OSSERVAZIONE N° 5 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

  • il nuovo P.R.G. prospetta un recupero del ruolo della città nel territorio ed una crescita demografica che, allo stato dell’arte, non appaiono realisticamente giustificati da alcunché;
  • tra gli interventi prospettati per valorizzare le risorse culturali ed ambientali vengono proposti dei parchi urbani e territoriali che, da come si configurano, sembrano rappresentare solo poco più di una lodevole dichiarazione d’intenti. In effetti manca un’analisi dettagliata volta alla salvaguardia della risorsa idrica, della flora e della fauna locali;
  • il regime idraulico dei fiumi è fortemente dipendente dalle utilizzazioni idroelettriche che avvengono a monte a prescindere dalla particolare stagione;
  • a valle del parco fluviale, completamente ridisegnato in termini naturalistici e funzionali, potrebbe porsi il problema della gestione e degli accessi/fruizione di alcune sue parti.

SI CHIEDE

  • la redazione di uno studio specifico di settore (redatto da botanici, ittologi, naturalisti, ecc.) in grado di chiarire i punti sopra delineati in termini di conoscenza scientifica e di modalità d’uso e gestione del bene; nell’attesa che venga effettuato tale studio, si chiede altresì la sospensione e la successiva modifica degli articoli 31, 32 e 33 delle NTA, riguardanti i parchi in questione;
  • l’attivazione di un tavolo di concertazione tra l’amministrazione comunale, la Regione, la Provincia e i concessionari dei prelievi idrici al fine di rinaturalizzare la risorsa idrica in termini di portata.

OSSERVAZIONE N° 6 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

  • deve essere fermata ogni aggressione edilizia delle fasce collinari attraverso il divieto di ogni nuova costruzione. Non può essere tollerato il principio che si cedano “orti agricoli” all’amministrazione comunale come se fosse una sorta di “baratto” per consentire la costruzione di case isolate, di cementificazione in aree non consentite;
  • il Comune è proprietario di centinaia e centinaia di ettari di terreno che potrebbero essere trasformati in “orti urbani” ed assegnati ai Cittadini ascolani attraverso bandi pubblici e trasparenti strutturati in relazione al reddito.

SI CHIEDE

Che venga abrogato l’art. 61 – AREE PROGETTO con lo scopo di impedire qualsiasi forma di nuova cementificazione.

OSSERVAZIONE N°7 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

– Da un’analisi dettagliata del nuovo piano regolatore, sono emerse le seguenti criticità:

  • Mancanza di riferimenti relativi ai piani sotto elencati:
    1. Piano del traffico
    2. Piano di protezione civile
    3. Piano di mobilità dolce
    4. Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche
    5. Piano dei parcheggi
    6. Piano del verde
    7. Piano turistico-culturale
    8. Piano per il sociale
  • Mancanza di una visione organica di coordinamento che tenga conto delle pianificazioni sopra citate;
  • Mancanza di un modello di proiezione a breve, medio e lungo periodo degli effetti che avrà la nuova pianificazione

SI CHIEDE

Che vengano recepiti all’interno del PRG tutti i piani sopra citati.

Che venga invece rivista completamente la struttura del nuovo piano regolatore qualora si riscontrasse la mancanza di uno o più piani sopra citati.

Che venga redatto un elaborato specifico in cui si illustrino gli effetti del PRG sulla qualità di vita dei cittadini nel breve, medio e lungo periodo.

OSSERVAZIONE N°8 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

si ritiene paradossale, nonché tecnicamente errato, concepire il PRG scorporandolo completamente dal piano del centro storico (Piano Secchi), come se fossero due strumenti di pianificazione differenti e non tra loro strettamente collegati, come se il centro storico fosse un corpo estraneo di un territorio di cui invece dovrebbe essere il cuore pulsante.

SI CHIEDE

  • di ricondurre il piano del centro storico all’interno del PRG in maniera tale da avere una pianificazione organica ed unitaria del territorio e che ciò avvenga attraverso la progettazione di sinergie specifiche fra il tessuto urbano più antico e quello di più recente realizzazione, affinché ogni possibile risorsa venga utilizzata anche con lo scopo di un maggiore sviluppo turistico;
  • l’adozione di una normativa che riguardi il centro storico che superi e migliori le proposte contenute nell’ormai datato Piano di Recupero (Piano Secchi).

OSSERVAZIONE N°9 AL PIANO REGOLATORE GENERALE

Premesso che:

  • nella “Relazione sulla sostenibilità ambientale” del PRG approvato, si prevede la tutela e il miglioramento dell’ambiente «attraverso l’obbligo normativo dell’utilizzo di tecniche di bioedilizia…» e «una revisione profonda delle modalità costruttive in edilizia con l’adozione di tecniche di risparmio energetico, di sfruttamento dell’energia solare e di edilizia bioclimatica». Contro tale forte e sostenuto impegno, nelle “Norme tecniche di attuazione” all’art. 67 comma 1, è approvata la concessione di deroga «in assenza di documentati impedimenti di natura tecnica e funzionale – quali in particolare riferimenti ad allineamenti prevalenti nel contesto specifico di assetti insediativi consolidati, maglia stradale e relative fasce di rispetto, allineamenti predefiniti nei piani attuativi, progettazione di Piani Urbanistici Attuativi con orientamento predefinito in relazione al tessuto preesistente». Ciò mostra: o che il PRG nel suo studio e sviluppo non ha seguito i presupporti previsti della normativa regionale o che si è voluto concedere una semplice via d’uscita, ottenibile tramite dichiarazione di un tecnico abilitato, a non rispettare i vincoli richiesti;
  • ancora nella “Relazione sulla sostenibilità ambientale” del PRG approvato, nel paragrafo “Il Piano Regolatore Generale e il Pear” si prevede la «connessione alla rete di teleriscaldamento (o sua predisposizione)», quando la città non è dotata di tale servizio in nessuna parte del territorio e le norme tecniche del PRG non danno indicazioni in merito. Mentre nulla si specifica ai fini del risparmio energetico dell’obbligo di installazione di impianto centralizzato per riscaldamento e/o raffrescamento per tutte le nuove costruzioni, che presentano un numero di unità abitative non minore di tre, dimenticando il gran risparmio per rendimenti di scala e per il materiale necessario per l’isolamento dell’involucro riscaldato.

SI CHIEDE

  • la rimozione della deroga prevista per allineamenti preesistenti, contesto specifico e di tutte le altre cause riportate nel sopra citato stralcio, perché evidenzia il mancato rispetto nella progettazione del PRG dei requisiti richiesti dalla normativa Regionale, che un’applicazione coerente e fedele avrebbe già contenuto nella sua esplicitazione progettuale;
  • che la prevista connessione o predisposizione per l’allaccio alla rete di teleriscaldamento sia stralciata, in quanto non attinente per l’assenza di una rete di teleriscaldamento cittadina, fuorviante perché l’eventuale prescrizione di adempimento relativo da parte delle autorità comunali competenti, autorizzata dal PRG, sarebbe economicamente discriminante verso il richiedente la concessione edilizia;
  • che sia introdotto l’obbligo, per nuovi edifici aventi un numero maggiore di 4 unità abitative, di essere dotate di impianto centralizzato di riscaldamento e/o raffrescamento, al fine di perseguire i risparmi energetici di scala dei rendimenti per gli impianti e una riduzione di consumi e costi dei materiali necessari per l’isolamento termico delle unità abitative;
  • che nelle norme tecniche attuative, si introduca l’obbligo di rispetto dell’indice minimo di utilizzo di materiale avente caratteristiche di bionaturali o a chilometro 0, utilizzato per la realizzazione del manufatto, al fine di salvaguardare le specificità del luogo (travertino) e ridurre i rischi di inquinamento da trasporto in generale.

 

Qui è possibile effettuare il download del pdf.

Rinviate adozione PRG

PRG

Il seguente testo è stato inviato in dato odierna a sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale di Ascoli Piceno.
 

Signor sindaco, signori consiglieri,

come Cittadino ascolano e candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, vi chiedo di rinviare l’adozione del nuovo Piano Regolatore Generale a una data da decidere dopo i risultati delle elezioni del 25 maggio.

Un PRG influenza l’identità urbanistica, economica, culturale e sociale di un territorio per decenni, riguarda il futuro della Città, e spero sappiate accorgervi autonomamente, seppur in ritardo, della grave, incredibile, inopportunità metodologica di un’adozione a meno di 2 mesi dalle elezioni, con una decorrenza dei termini utili per le osservazioni che cade nel pieno della campagna elettorale.
Un Piano Regolatore dovrebbe avere come priorità l’interesse collettivo e andrebbe approfondito soprattutto attraverso un processo di partecipazione democratica dei Cittadini: non può essere adottato a fine mandato, condizionando in modo profondo e plateale l’azione della futura amministrazione, e senza rispetto per il prossimo giudizio degli elettori sull’attività dell’amministrazione uscente.

O forse temete questo giudizio, e per questo vi affrettate ad un ultimo colpo di coda? È possibile, considerando il fallimento di un mandato che nulla ha fatto per il futuro della nostra Città, se non le solite iniziative dispersive e senza una pianificazione a lungo termine, concentrate nei cantieri degli ultimi mesi, e probabilmente finanziate con nuovi mutui, che graveranno con i relativi interessi sulle tasche dei Cittadini ascolani e delle generazioni future.

Massimo Tamburri, portavoce candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle Ascoli Piceno