COMUNICATO STAMPA M5S INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AREA EX-CARBON

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Il gruppo del Movimento 5 Stelle Ascoli Piceno, in concerto con i propri parlamentari, continua a porre la massima attenzione anche sulle questioni ambientali, in generale e sull’area ex-Carbon in particolare. Nel Consiglio comunale di martedì 30 settembre i nostri Portavoce hanno presentato un’interrogazione per conoscere la situazione dell’amianto nell’area dopo la sentenza del TAR che ha sospeso l’ordinanza del Sindaco per difetti formali: l’amianto è presente in enorme quantità e secondo le analisi dell’ARPAM di Pesaro, competenza regionale in materia, va messo in sicurezza con urgenza. In una relazione ASUR c’è scritto che “considerando la vastità della superficie interessata, è come avere una bomba inquinante che esplode silente in ogni istante ma nessuno vede consapevolmente i rischi per l’ambiente e l’uomo”. Nel frattempo i nostri Portavoce in Parlamento hanno depositato un’interrogazione parlamentare, pubblicata mercoledì, per portare la questione ex-Carbon nel suo complesso all’attenzione nazionale: si chiede conto al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministro della salute sia dell’emergenza amianto, sia della bonifica complessiva dell’area, sia della destinazione d’uso post-bonifica, che dovrebbe seguire logiche di sviluppo del territorio e non solo di speculazione edilizia. È in gioco la salute e il futuro anche economico di tutti noi Cittadini: il Movimento 5 Stelle è attento e attivo. Segnaliamo anche che, in maniera del tutto incomprensibile e irrispettosa degli interessi dei Cittadini, il Consiglio comunale è finito poco dopo le 18 senza completare l’ordine del giorno, che prevedeva tra l’altro mozioni presentate dall’M5S su tematiche estremamente importanti come il censimento dell’amianto presente nel territorio comunale e il rendere Ascoli Piceno un Comune “ogmfree”, cioè contrario all’utilizzo di piante geneticamente modificate. Seguici e contattaci attraverso la nostra pagina facebook ufficiale (Movimento Cinque Stelle Ascoli Piceno) o attraverso il sito www.ascolipiceno5stelle.it

 

Movimento 5 Stelle Ascoli Piceno

 

 

INTERROGAZIONE URGENTE – AMIANTO AREA CARBON DOPO SENTENZA TAR

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AL SIGNOR SINDACO

MOVIMENTO 5 STELLE ASCOLI PICENO

CONSIGLIERI: GIACOMO MANNI, MASSIMO TAMBURRI

ASCOLI PICENO, 29 LUGLIO 2014

INTERROGAZIONE URGENTE

AMIANTO AREA CARBON DOPO SENTENZA TAR

PREMESSO CHE:

1. Le relazioni di ASUR Marche 5 e ARPAM di Pesaro (tra cui la n. 0034516 del 03/07/2014 e la n. 37758 del 11/07/2014) accertano la presenza di amianto nell’ area ex Carbon , anche in stato di deterioramento e documentano che la situazione è estremamente pericolosa indicando che la messa in sicurezza del sito deve avvenire con urgenza;

2. decine di perizie medicolegali e inchieste penali hanno dimostrato l’indubbia connessione fra il contatto con particelle di amianto e l’insorgere di patologie gravissime quali il mesotelioma pleurico associato all’inalazione di amianto con una chiara relazione dose risposta che tiene conto dell’esposizione e della sua durata;

3. la scienza ha ormai dimostrato che in presenza di condizioni predisponenti basta una sola fibra d’amianto per causare il mesotelioma, patologia la cui in incubazione può protrarsi anche per vent’anni prima di manifestarsi;

4. l’ordinanza sindacale n°180 del 24/4/2014 è stata sospesa per la incongrua previsione temporale per l’attuazione delle misure necessarie alla messa in sicurezza di un sito di così ampie dimensioni e per l’assenza di un approfondimento istruttorio in merito alla scelta del metodo di bonifica più opportuna;

5. La bonifica completa dell’area di 27 ettari è completamente differente dalla necessaria messa in sicurezza dell’amianto, in quanto quest’ultima si caratterizza per la sua urgenza e pertanto va trattata con metodologie e tempistiche differenti;

TUTTO CIÒ PREMESSO, SI INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA PER SAPERE:

a) Quali sono le immediate misure che l’amministrazione intende attuare al fine di affrontare questa situazione pericolosa ed urgente;

b) In particolare se si sta preparando una ulteriore ordinanza, con tempi congrui e indicazione dei metodi necessari alla messa in sicurezza dell’amianto, che sostituisca quella sospesa dal TAR in modo da permettere di affrontare e risolvere immediatamente questo grave pericolo per la salute pubblica.

MOVIMENTO 5 STELLE ASCOLI PICENO

I CONSIGLIERI COMUNALI GIACOMO MANNI E MASSIMO TAMBURRI

Le 10 risposte del nostro sindaco portavoce, Massimo Tamburri, al comitato Area Carbon.

Area-Sgl-Carbon
1. A cosa serve secondo lei un Piano Regolatore? Pensa che possa influire anche sull’economia del territorio? Se sì in che modo?

Un Piano Regolatore dovrebbe tradurre in urbanistica un progetto di sviluppo di un territorio. In un territorio allo sbando come il nostro, dopo decenni di assenza di programmazione e tutela, dovrebbe essere uno strumento per la rinascita ambientale, culturale, sociale ed economica della Città.Se per esempio volessimo puntare sulla vocazione turistica, considerandola adatta alla caratteristiche della nostra Città e del territorio, il Piano Regolatore dovrebbe essere disegnato di conseguenza.
2. I Cittadini dovrebbero essere coinvolti nelle scelte urbanistiche? Se sì, in quali modi?I Cittadini devono essere coinvolti in tutte le scelte, non solo urbanistiche. In primis devono essere coinvolti sull’idea di futuro della Città. Attraverso Assemblee Pubbliche e referendum, e un’informazione precisa, comprensibile e diffusa, la scelta di qual è il futuro su cui vogliamo puntare deve essere condivisa, partecipata, creduta e perseguita dall’intera comunità.Perché se è imposta dall’alto non funziona: non recepisce le esigenze e i desideri di chi a quel punto subisce soltanto le decisioni, non riesce a far remare nella stessa direzione la Cittadinanza. Anche la Convenzione di Aarhus afferma che i Cittadini vanno coinvolti all’inizio di ogni progetto, e non quando tutto è già stato deciso.
3. Ritiene che ad Ascoli ci sia bisogno di nuove abitazioni?No: i dati forniti recentemente dall’ing. Speranza parlano di una percentuale di inabitato quasi doppia rispetto alla media regionale: vi sono 2.362 unità nonutilizzate (8,84% del totale – media Marche 4,73% – un edificio corrisponde a 2,5 unità) di cui 1.441 risultano di civile abitazione.Gli abitanti sono in calo, il valore del patrimonio immobiliare è in calo: in questa situazione, prima di pensare a costruire nuove abitazioni, ci sarebbe molto da fare invece sul restauro e la messa in sicurezza dell’antico, sulla rigenerazione o sulla ricostruzione del vecchio, e anche nel recupero delle aree industriali dismesse (non solo la Carbon), ma costruendo strutture che servano al progetto che si sceglierà per il futuro della Città, non appartamenti “a prescindere”.
4. Che tipo di attività e di investimenti potrebbero contribuire a una ripresa economica del nostro territorio?La nostra idea principale è centrare il rilancio del territorio su un’idea precisa di turismo, legata all’unicità del centro storico ascolano e delle circostanti risorse agricole e montane: non turismo tout court, non turismo di massa, non trenini (Ascoli non è Disneyland), ma un turismo qualificato, evoluto, sostenibile, culturale e esperienziale, rivolto a uno specifico target di turisti, anche internazionale.Una precisa idea di turismo che farebbe da volano per il rilancio della cultura, dell’agricoltura, dell’enogastronomia e dell’agroalimentare, delle attività commerciali, dell’artigianato… Questo tipo di rilancio della Città potrebbe addirittura risolvere i problemi di sicurezza, sia per l’impatto economico che arginerebbe la crescente disperazione sociale, sia perché perlomeno l’intero centro storico sarebbe rivitalizzato, e non ci sarebbero più quartieri semi-abbandonati (come la zona di piazza San Tommaso).

Con questo obiettivo in mente occorrerebbe preservare e rivitalizzare la vitalità economica e sociale delle aree rurali e montane del nostro Comune, allargando anche il progetto ad altre realtà vicine, finora ignorate. In questa ottica la riqualificazione ambientale del nostro territorio, devastato da decenni di industrializzazione selvaggia e predatoria, sarebbe una priorità imprescindibile.

Tuttavia va precisato che questa è la nostra idea di partenza, ma siamo convinti che senza una condivisione dell’idea (che significa in primis ragionare e poi scegliere insieme) da parte dell’intera comunità Cittadina, rimarrebbe comunque un progetto sulla carta.

5. Ritiene che la destinazione di Area Carbon debba essere decisa tramite una variante concordata con il Consorzio proprietario, per consentirgli di recuperare i costi della bonifica? Oppure tale destinazione dovrebbe essere determinata all’interno del nuovo Piano Regolatore Generale, anche in relazione alle esigenze della città?Considerando l’enormità della dimensione dell’area rispetto al totale cittadino, la collocazione strategica, e la storia dei danni sofferti a livello di salute e di ambiente dai Cittadini, è ovvio che la destinazione dell’area Carbon deve essere determinata all’interno del nuovo Piano Regolatore, non “anche” ma “prioritariamente” in relazione alle esigenze dell’intera Città, anche appunto come parziale risarcimento dei danni causati nei decenni dalle industrie che si sono succedute nell’area: ancora oggi i dati epidemiologici dell’incidenza dei tumori sono (inspiegabilmente?) superiori alla media nazionale, ancora oggi si ripensa con tristezza e frustrazione al processo per le morti dei lavoratori e al suo esito. C’è il ragionevole dubbio che nell’area ci siano addirittura rifiuti radioattivi, e che dunque ci sia effettivamente un nesso tra queste cause e questi effetti nefasti, e che per decenni sia stato barattato il diritto al lavoro con il diritto alla salute.Quindi la decisione di cosa, come e quando verrà fatto in quell’area spetterà per diritto, e unicamente, ai Cittadini, perché finalmente si possano sentire Cittadini, e non sudditi.Crediamo dunque che l’unica soluzione possibile sia quella di inserire l’area nel PRG con la vocazione di sito ad “area di tutela ecologica ambientale “ o comunque come “area di pubblica utilità”, da usare coerentemente con le scelte fatte dalla Cittadinanza rispetto al progetto di rilancio della Città.Inoltre, occorrono scadenze temporali chiare, stringenti, dopo che questa questione è stata già stata utilizzata nella scorsa campagna elettorale, a destra e a sinistra, e poi messa in congelatore…

6. Ritiene che il progetto di variante proposto per Area Carbon sia adeguato alle esigenze della città?No, a parte la realizzabilità a fronte delle reali necessità di bonifica (vedi risposta alla domanda 7), a parte che se realizzato probabilmente provocherebbe anche qualche problema di mobilità (con un’unica via d’uscita per migliaia di persone)… il progetto di variante sembra poco comprensibile anche da un punto di vista immobiliare, considerando la situazione del mercato, e che il costo delle abitazioni includerebbe anche i costi di bonifica, e comunque inadatto a un’idea di rilancio economico sostenibile per il territorio.Inoltre provocherebbe un danno, anche calcolabile, al valore del patrimonio immobiliare attuale: l’eventuale nuova offerta di case farebbe ovviamente calare il prezzo delle case già esistenti. E parliamo di un progetto da 1000-2000 nuovi appartamenti…
7. È a conoscenza del Piano Economico Finanziario della variante (PRU Area Carbon) in corso di approvazione? Le sembra realistico? Proporzionato?“Realistico” sì, in senso negativo, considerata la storia mondiale della sopraffazione delle speculazioni edilizie sull’interesse generale.Cercando di non essere pessimisti, dobbiamo considerare gli studi condotti da anni per esempio da Peppe Giorgini, membro storico del M5S piceno, che considerano le stime dei costi di bonifica completamente irrealistiche e sproporzionate. E comunque del tutto ipotetiche, prima di un’analisi completa e approfondita dell’area. Molti indizi, purtroppo, ci portano a prevedere che la situazione sia molto peggiore di quanto prospettato finora: abbiamo già presentato un esposto in Procura a riguardo, lo scorso 8 marzo.Abbiamo già letto ultimamente che la Regione Marche ha rivisto al rialzo queste stime, quasi raddoppiandole rispetto ai 35 milioni di euro previsti, e questo ha già messo in crisi il Piano Economico Finanziario.Non può esistere un progetto di variante serio senza un progetto primario che preveda la bonifica reale e totale dell’area, anche se hanno approvato i PRU (Programma Recupero Urbano) come variante al PRG (Piano Regolatore Generale), ancora non ancora adeguato al PPAR (Piano Paesaggistico Ambientale Regionale), e con un ADP (Accordo Di Programma).

È comunque impensabile che 25 ettari di terreno, infettati ed infestati da un’azienda chimica che lavorava coke, pece, grafite anche radioattiva, antracite, ecc., possa essere bonificato con 35 mln di euro, ammesso che vengano utilizzati in toto.

Il costo di una bonifica seria può essere dedotto dai costi pubblicati da un ente americano, l’EPA (Enviroment Protection Agency), che si occupa esclusivamente della bonifica di siti inquinati, ma non prima di aver verificato il livello di inquinamento, di cui si occupa invece l’ASTM (American Society for Testing and Materials).

«Un’intervento di bonifica per asporto di terreno contaminato e conferimento in discarica può essere giustificato solo per piccole quantità di terreno da trattare, e comunque sposta solo il problema senza risolverlo.

Nel caso in cui sia contaminata anche la falda si potrà ricorrere al pump and treat, nel quale l’acqua di falda viene trattata per eliminare gli IPA per ossidazione con un agente ossidante (ozono o acqua ossigenata), combinata con l’irraggiamento con raggi UV (UV/oxidaction in acque di falda), oppure tramite aria in controcorrente in reattori detti Air Stripper (Air stripping di soluzione acquose).

Nella seguente tabella sono riportati i costi indicativi per alcune delle tecnologie individuate:

Tabella 3. Alcune tecnologie individuate e relativi costi
Tecnologia Costo
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landfarming 110 $/tonn
compostaggio 110 $/tonn
soil flushing >330 $/tonn
soil washing 110 $/tonn
soil vapour extraction 110-330 $/tonn
elettrocinesi 110-330 $/tonn
incerenimento >330 $/tonn
pump and treat 110-330 $/tonn
ossidazione UV 110-330 $/tonn
strippaggio ad aria 110-330 $/tonn
scavo trasporto e smaltimento >330 $/tonn

I valori riportati nella tabella sono ricavati dall’esperienza statunitense e non sono direttamente estrapolabili alla realtà italiana, vista la diversità delle condizioni di mercato (costi diversi per la manodopera, per i reagenti, per l’energia, per le attrezzature, ecc.)»

Con i costi italiani, bonificare seriamente quell’area potrebbe costare 10 volte di più di quanto previsto dal Consorzio che ha acquistato l’area.

8. Quali garanzie si dovrebbero pretendere dal Consorzio proprietario per la corretta esecuzione della bonifica?Verrebbe da dire, come si chiedeva negli anni ’70 e ‘80 per certi architetti/urbanisti, che ci andassero ad abitare loro…In ogni caso occorre la presenza di uno o più organi riconosciuti terzi che dovrebbero garantire la correttezza della bonifica: perlomeno l’ARPAM.
9. Chi pensa che debba pagare la bonifica di Area Carbon? Ritiene che il principio “chi inquina paga” sancito dal Codice dell’ambiente debba applicarsi alla Carbon SGL, per consentire alla collettività di ottenere il risarcimento per i danni alla salute e all’ambiente? Su questo abbiamo raccolto pareri discordanti da diverse fonti. Addirittura qualcuno ci dice che il dispositivo di legge comunitaria normalmente riassunto col sacrosanto principio “chi inquina paga” è in realtà stato definito per proteggere gli interessi degli inquinatori. Agli articoli 17 e 19 stabilirebbe che non sono perseguibili eventi antecedenti al 2007. D’altro canto c’è la norma recentemente introdotta in Italia che specifica il “chi inquina paga” con «se è economicamente sostenibile». Si tratta di un argomento legalmente complesso che va approfondito ulteriormente. Una risposta potrebbe essere: serve che il M5S arrivi al più presto ad incidere sia a livello nazionale che europeo, per cambiare queste leggi e renderle davvero una difesa dell’interesse pubblico…In ogni caso pensiamo che la vendita dell’area Carbon al Consorzio abbia molti punti oscuri, a partire dalla concomitante vendita alla Provincia di Villa Tofani.Come MoVimento 5 Stelle di Ascoli Piceno, intendiamo approfondire la vicenda, anche perseguendo civilmente e penalmente, in base all’art. 28 della nostra Costituzione, i dirigenti del Comune di Ascoli Piceno che hanno firmato la vendita dell’area Carbon alla Restart srl, liberando completamente la ditta Carbon SGL dai doveri che gli competevano.Tra le numerose leggi in materia, oltre alla direttiva europea 2004/35/CE del 21 aprile 2004, recepita dallo Stato Italiano con il D.Lgs 152/2006 parte VI art. 299/318 (il cosiddetto “chi inquina paga” di cui sopra), ce n’è almeno un’altra che sembra centrare il problema in questione, l’art.252/bis comma 2 della Parte IV del D.Lgs 152/2006, che afferma testualmente : «Gli oneri connessi alla messa in sicurezza e alla bonifica nonché a quelli conseguenti all’accertamento di ulteriori danni ambientali sono a carico del soggetto responsabile della contaminazione, qualora sia individuato, esistente e solvibile».

Naturalmente la Carbon SGL aveva tutti i requisiti per essere obbligata a bonificare e a ripristinare lo stato dei luoghi. Perché il Comune di Ascoli non ha preteso questo? Che cosa è un “obbligo” di legge?

Inoltre, in casi del genere, oltre al risarcimento dei cittadini di Ascoli Piceno, c’è l’ulteriore obbligo a risarcire lo Stato, in base al D.Lgs 349/86 art. 1, che afferma che: «Qualunque fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l’ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte, obbliga l’autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato».

In conclusione, il Comune di Ascoli Piceno ha procurato anche un danno allo Stato, è per questo motivo che sarà nostro dovere informare di questo anche la Corte dei Conti.

10. Trova opportuno che il pianificatore del PRG sia ulteriormente incaricato dal Comune di redigere anche la variante per Area Carbon, con retribuzione a carico del Consorzio proprietario, con risparmio di costi da parte dell’Amministrazione e con concentrazione delle competenze utili nella stessa persona? Oppure trova che il cumulo dei due incarichi sia inopportuno? Se sì, per quali motivi? –Posto che si tratta di professionisti che lavorano da molto tempo per il Comune, e che almeno formalmente devono rispondere solo al Comune, anche se la retribuzione la percepiscono dal Consorzio (secondo il principio per cui il Comune non deve spendere nulla per la gestione dell’area), ci sembra comunque inopportuno per l’almeno possibile conflitto di interessi.Ma il discorso generale è un altro, e travalica completamente questo aspetto: la questione Carbon, dopo un’informazione derivante da un’analisi affidata ad un ente esterno e indipendente, deve essere discussa, pensata e infine decisa dall’intera Cittadinanza, tramite Assemblee Pubbliche, per l’interesse collettivo.
Potete trovare queste stesse risposte confrontate con quelle degli altri candidati alla pagina www.areacarbon.it

Conferenza stampa alla libreria Rinascita di Peppe Giorgini del Movimento 5 stelle di S. Benedetto del tronto e Giacomo Manni del Movimento 5 Stelle di Ascoli Piceno sui rifiuti dell’SGL Carbon


Peppe Giorgini del Movimento 5 Stelle di San Benedetto del Tronto e Giacomo Manni del Movimento 5 Stelle di Ascoli Piceno descrivono in una conferenza stampa alla libreria Rinascita di Ascoli Piceno l’ esposto che si accingono a portare alla procura, relativamente a siti inquinati e di rischio ambientale riguardante rifiuti pericolosi,probabilmente della SGL Carbon, in particolare si parla di grafite radioattiva e di una discarica nel fiume Tronto.

L’esposto è stato sottoscritto anche dal Movimento 5 Stelle di Ascoli Piceno e Legambiente.