FUORI I PROFITTI DALL’ACQUA

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

video integrale della conferenza

Oggetto: TRASFORMAZIONE DEL CIIP S.p.A IN AZIENDA SPECIALE CONSORTILE.

Richiamati : DOCUMENTI, ATTI del Comune a favore dell’acqua bene comune

Premesso che :

L’Amministrazione Comunale di Ascoli Piceno intende mantenere in mano pubblica la proprietà e la gestione, partecipativa e senza scopo di lucro, del servizio idrico integrato del nostro territorio e per questo dichiara di:

-riconoscere il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;

– confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

– riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale senza scopo di lucro in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e la cui gestione va attuata attraverso gli artt. 31 e 114 del D.Lgs. 267/2000.”
Con tale scelta si intende contrastare il disegno privatizzatore dei Servizi Pubblici Locali portato avanti fin dagli anni ’80 dall’Organizzazione Mondiale del Commercio con il tentativo di convincere gli Stati a sottoscrivere l’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS). Tentativo allora non riuscito e ripreso ora con i negoziati USA-UE per la stipula di un Trattato di partenariato sul Commercio e gli Investimenti – TTIP, contro il quale sta crescendo una forte opposizione sia in Europa sia negli stessi Stati Uniti. Esso prevede l’abolizione di qualunque vincolo alla libertà di mercato e della concorrenza pena ingenti risarcimenti monetari a favore delle aziende soggette a tali vincoli, in modo da indurre gli Stati a eliminarli. Obiettivo oggettivamente favorito dall’ondata di liberalizzazioni dell’ultimo ventennio che ha portato anche nella nostra provincia alla trasformazione delle aziende municipali dei servizi pubblici essenziali, in aziende di capitali come le società per azioni, allo scopo di generare utili con i quali remunerare i capitali investiti dagli azionisti. La finalità propria delle municipalizzate di erogare servizi essenziali al benessere, sviluppo e coesione sociale della collettività, per via di scelte politiche indirizzate verso il liberismo più sfrenato, sta cedendo il passo alla priorità del profitto e del lucro a beneficio del capitale investito e questo sta generando unl processo di privatizzazione di tutti i beni comuni del territorio.
Va quindi superata la forma giuridica di Società per Azioni nella avutasi nel 2003, quando il Consorzio Idrico Intercomunale del Piceno è passato da ente pubblico economico consortile a società per azioni a totale capitale pubblico, cambiando denominazione in CIIP – Cicli Integrati Impianti Primari spa.
Nel corso degli anni si è venuta evidenziando la contraddizione tra la finalità di profitto della società per azioni e il perseguimento di interessi di pubblico servizio dell’Azienda Speciale consortile ma a lungo è purtroppo prevalsa l’affermazione circa l’impossibilità di trasformare la Società per Azioni in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico, chiamando in causa fantomatiche direttive comunitarie rivolte alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, o l’assenza di norme italiane che prevedano la trasformazione diretta di una SPA in Azienda Speciale, non essendovi una specifica previsione normativa dettata dal codice civile.
Finalmente, di tali errate affermazioni hanno fatto giustizia:
* i numerosi pronunciamenti dell’Unione Europea che non obbliga a privatizzare alcunché, ma richiede comportamenti non ambigui nel campo della concorrenza: gli Stati Membri e le loro Amministrazioni locali devono scegliere la forma di gestione di diritto pubblico o di diritto privato dei loro servizi pubblici, e attenersi coerentemente alla scelta compiuta. L’Unione Europea riconosce infatti che “[…] le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”;recentemente, la Corte Europea di Giustizia ha ribadito che “[…] un’autorità pubblica ha la possibilità di adempiere ai compiti di interesse pubblico ad essa incombenti mediante propri strumenti, amministrativi, tecnici e di altro tipo, senza essere obbligata a far ricorso ad entità esterne non appartenenti ai propri servizi”. (sentenza Stadt Halle e RPL Lochau, punto 48) [Sentenza Corte europea di Giustizia: C32408 del 13 novembre 2008].
Da ultimo, la Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 15 gennaio 2014, n. P7_TA-PROV(2014)0026 non solo ” non impone la privatizzazione delle imprese pubbliche che forniscono servizi al pubblico”, ma riconosce la particolare natura dell’acqua come un bene pubblico, escluso dall’obbligo di applicazione degli appalti e delle concessioni.
* La Corte dei Conti con sentenza n. N. 2/SEZAUT/2014/QMIG del 15 gennaio 2014 , secondo la quale “… la trasformazione eterogenea di una società di capitali che gestisce un servizio pubblico a rilevanza economica (nella specie, il servizio idrico) in azienda speciale consortile, è compatibile sia con le norme civilistiche, trattandosi di organismi disposizioni pubblicistiche, intese a ricondurre tali organismi ad un regime uniforme quanto al rispetto dei vincoli di finanza pubblica; ….”
La gestione pubblica di un servizio economico generale è quindi ammessa dai principi e dalle regole del diritto comunitario che si applicano direttamente nell’ordinamento italiano, anche in assenza – com’è il caso attuale – di una disciplina nazionale di adeguamento, come del resto riconosciuto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 24 del 26 gennaio 2011 e da ultimo dalla Corte dei Conti con la sentenza sopra citata.

Considerato che:
La trasformazione del CIIP S.pA. in azienda speciale consortile è implicita nello stesso statuto dell’azienda, ove all’art. 8, comma 1 si dice che : “Le azioni, le obbligazioni non convertibili e/o i diritti di opzione di cui all’art. 2441 del cod. civ. – di seguito nel presente articolo semplicemente azioni – sono trasferibili solo ad Enti Locali Soci o ad altri Enti Locali che affidino alla società la gestione dei servizi pubblici di cui sono titolair”
Lo stesso esito referendario del 12 e 13 giugno 2011, che anche nel nostro Comune ha visto la nettissima vittoria del Si ai due quesiti, ha sancito questa logica trasformazione da Società per Azioni a Ente Consortile di Diritto Pubblico;
Un così chiaro e largamente maggioritario orientamento dei cittadini avrebbe meritato una sollecita e ben diversa risposta delle istituzioni locali e nazionali. Risulta invece che, a distanza di quasi 4 anni da quell’evento, le istituzioni non hanno ancora dato attuazione a quanto voluto dai cittadini italiani. Fanno lodevole eccezione il Comune di Napoli, che ha già proceduto alla Trasformazione di ARIN Spa nell’Azienda Speciale “ABC – Acqua Bene Comune”, il Consiglio Regionale del Lazio che ha approvato il 4 aprile 2014 la Legge regionale n. 5 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque,” e le prime deliberazioni già adottate in tal senso da molti Comuni ai quali il Consiglio Comunale di Ascoli Piceno intende unirsi facendo ricorso agli strumenti democratici di cui le Amministrazioni, in rappresentanza dei cittadini /elettori, possono disporre, quale la presente deliberazione.
Il servizio idrico integrato per espressa previsione normativa e per chiara volontà popolare, è, dunque, un servizio pubblico e tale deve rimanere ed i proventi dello stesso devono far fronte in via esclusiva al miglioramento dell’accesso all’acqua di qualità per tutta la popolazione e alla tutela delle risorse idriche potabili, secondo modalità alle quali risulta estranea ogni logica di profitto.
Il Consiglio comunale di Ascoli Piceno ritiene pertanto necessario superare le peculiarità operative, gestionali e organizzative derivanti dall’attuale natura giuridica della CIIP, di società commerciale per azioni e, dunque, di una società di capitale dotata di personalità giuridica di diritto privato.
Di conseguenza è necessario che il Ciip abbandoni la struttura di società commerciale per azioni e si trasformi in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico a norma degli artt. 31 e 114 D.Lgs. 267/2001 e s.m.i., finalizzata esclusivamente alla produzione, erogazione e gestione senza fini di lucro del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati e, al fine di garantire una gestione trasparente, democratica e volta agli interessi della collettività servita, dovrà essere retta da uno Statuto che fissi principi fondamentali a presidio di quelle esigenze così riassunti: a) l’Azienda dovrà, in via esclusiva, operare nell’ambito della produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati; b) l’Azienda non potrà perseguire fini di lucro anche in via indiretta; c) in applicazione della Convenzione di Aarhus, l’Azienda dovrà garantire la effettiva partecipazione della popolazione residente nel territorio degli enti locali consorziati alle scelte qualificanti relative alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato; d) l’Azienda dovrà garantire la partecipazione dei propri dipendenti alle scelte qualificanti relative all’organizzazione del lavoro.
Pertanto IL CONSIGLIO COMUNALE per i motivi in narrativa espressi che qui integralmente si intendono riportati
Visti i pareri resi ai sensi dell’art. 49 comma 1 del D. Lgs. 267/2000 e s.m.i.; Atteso che non è richiesto il parere in ordine alla regolarità tecnica e contabile previsto dall’art. 49 del T.U.E.L. approvato con D.Lgs. n. 267/2000 e s.m., in quanto trattasi di mero atto di indirizzo.

DELIBERA

acqua_pubblica

1. di approvare la premessa come parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
2. di approvare la proposta di trasformazione del CIIP SpA in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico a norma degli artt. 31 e 114 D.Lgs. 267 /2001 e s.m.i., finalizzata esclusivamente alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati;
3. di chiedere ai soci del CIIP S.p.A., la modifica dello Statuto, per sancire i principi fondamentali a garanzia delle suddette finalità, così come di seguito riassunti: a) l’Azienda dovrà, in via esclusiva, operare nell’ambito della produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato nel territorio degli enti locali consorziati; b) l’Azienda non potrà perseguire fini di lucro anche in via indiretta; c) in applicazione della Convenzione di Aarhus sull’accesso e la partecipazione, l’Azienda dovrà garantire l’effettiva partecipazione della popolazione residente nel territorio degli enti locali consorziati alle scelte qualificanti relative alla produzione, erogazione e gestione del Servizio Idrico Integrato; d) l’Azienda dovrà garantire la partecipazione dei propri dipendenti alle scelte qualificanti relative all’organizzazione del lavoro
4. di dar mandato agli Uffici comunali di trasmettere la presente deliberazione al CIIP SpA, ATO N°5 Marche Sud e agli Enti territoriali di appartenenza.

attivista_5_stelle