I nostri portavoce

TAMBURRI MASSIMO

Massimo TamburriCresciuto a Castel di Lama, ho fatto le medie e il liceo ad Ascoli, mentre giocavo da difensore nelle giovanili dell’Elettro e andavo allo stadio a tifare Ascoli con mio padre e mio nonno. Dopo un anno di giurisprudenza ho scelto di seguire la passione per la filosofia, a Roma. Già prima di laurearmi ho cominciato a lavorare da libero professionista nella ricerca per il marketing, avendo modo di provare sul campo l’intuizione che la filosofia è qualcosa di estremamente pratico. Dopo circa 15 anni di esperienza di alto profilo nella ricerca e nella consulenza, ho affrontato una nuova sfida andando in Cina a studiare la lingua e la cultura cinese e a cercare nuovi stimoli professionali. Con la mia esperienza nel marketing e una discreta padronanza del cinese, in un paese in pieno boom economico, le offerte di lavoro non mancavano, ma ho capito che la vita nelle megalopoli non fa per me, e allora dopo 4 anni vissuti a Pechino ho deciso di affrontare una sfida ancora più grande: tornare in Italia nei tempi della crisi. Sono sposato con Anna, compagna nelle lezioni di cinese dei primi anni in Cina, e abitiamo in centro. Passeggiando per le rue e le piazze di Ascoli mi sono di nuovo innamorato della nostra meravigliosa Città, ne vedo le enormi potenzialità e mi piacerebbe lavorare con la Comunità cittadina, insieme, per metterle a frutto e cominciare a ricostruire il futuro che l’attuale classe politica ha distrutto.
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MANNI GIACOMO 

Manni Giacomo35 anni, Architetto, attraverso il mio lavoro ho accumulato una vasta esperienza nella gestione della pubblica amministrazione. Sono attivista di alcuni movimenti ed associazioni che si occupano di promuovere la cultura della legalità, la tutela dell’ambiente e la difesa dei diritti umani. Ho deciso di mettere a disposizione dei miei Concittadini la mia professionalità e il mio attivismo perché credo che attraverso la partecipazione diretta dei Cittadini nella gestione della “cosa pubblica” e attraverso una libera informazione si possa finalmente sentire “quel fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.